Non ci resta che pedalare Chi sei? Cosa fai? Dove vai? Perché lo fai? Queste sono le domande che spesso mi pongono e mi sembra giusto partire da qui per raccontare qualcosa di me.

Sono Angelo Bloisi, leva 1963, docente di tecniche dei massaggi; lavoro che mi dà la possibilità di avere il tempo per fare i miei lunghi viaggi per il Mondo.

Come molti da ragazzo, avevo una bici da cross; avete presente quelle con le marce sulla canna centrale?

Poi finalmente arrivò la prima bicicletta da corsa, mi sembrava un sogno, anche se a 13 anni ero convinto che con la bici potevo non fermarmi ai semafori, finché un ciclista un giorno mi spiegò che ero in errore, chissà quante volte avrò rischiato la vita.

Poi una lunghissima pausa: la scuola, il lavoro, la famiglia, i doveri che s’insidiano con le responsabilità.

Perché la bici?

Per il senso di libertà di cui avevo bisogno.

Ammetto che durante il primo viaggio la mia inesperienza si è manifestata in molte occasioni, partito da casa – Novi Ligure – per fare tutto il periplo di Spagna e Portogallo, 9000km in 106 giorni.

Non nascondo la fatica ma non di meno la soddisfazione di essere riuscito a completare un viaggio con 46kg di zavorra, una bici inadeguata e un’attrezzatura “arrangiata”, senza nessuna conoscenza, se non un importante allenamento.

Mi ha fatto però capire che non poteva essere un episodio fine a se stesso ma che volevo continuare a viaggiare senza più far passare troppo tempo, l’età avanza e il mondo che voglio vedere è ancora molto.

Vivere in self-supported, dormire sotto le stelle, incontrare amici nuovi, scoprire nuove culture e sapori, ammirare albe e tramonti, nuovi paesaggi … emozioni che ti si fissano nella memoria prima ancora che su di una foto, tutto ciò mi ha lasciato un gran desiderio di ripartire e lanciarmi in nuove sfide.

Così nei tre anni successivi (2017/18/19) ho completato in 135 giorni i 16000km circa sulla traccia della prima gara automobilistica della storia del 1907 (la Peking to Paris), da Parigi a Pechino attraversando 15 paesi.

Potrei dilungarmi per ore a raccontare di questo viaggio, è stata un’esperienza unica e magica, non entro nel tecnico di D+ e D-, velocità e tempi, record di km in un giorno, di tappe che ti fissi nella testa per scoprire che chi comanda è sempre la strada, mi piacerebbe invece raccontarvi dei volti delle persone incontrate, della loro curiosità, dei loro sorrisi perché è questo lo scopo dei miei viaggi.

Nel 2020 avrei dovuto percorrere la via delle “Sette Cattedrali dell’Arcangelo Michele”, 7500km da Israele all’Irlanda ma le problematiche dovute alla pandemia hanno bloccato questo sogno rimandandolo a tempi migliori; così per gli stessi motivi, nel 2021 ho deciso di fare il giro dell’Italia, 5800km in 50 giorni di cui 42 pedalando sotto un sole cocente sempre carico come un mulo, con circa 58.000 m. D+, ma in sella alla formidabile TREK1120.

In questo viaggio partito da casa, e organizzato velocemente, ho avuto modo di rendermi conto delle bellezze che il nostro paese offre ma anche di quanto alcuni luoghi incantevoli siano trascurati; e poi le persone che quando sei in sella alla tua amata bike nella maggior parte dei casi ti accolgono, ti offrono un riparo, cibo o anche solo calore umano; è questo che trovo meraviglioso, è quel quid in più che ti fa dimenticare la stanchezza, l’aver bucato magari più volte in un giorno, il cane che ti ha inseguito cercando di morderti la caviglia e poi … spingere la bike da Torre Mileto a Lesina Marina per 14km nella sabbia sotto il sole a picco, senza più acqua mentre il sudore mi bruciava gli occhi e incontrando le orme fresche del passaggio della ormai famosa pantera nera che si aggira da tempo in Puglia.

Non ti rimane che chiamare qualcuno a casa stando per ore al telefono, con la paura che potesse aggredirmi, condividendo la posizione nel caso mi fosse accaduto qualcosa; poi finalmente la strada, è andata bene!

Con il senno di poi realizzo che forse la Pantera si era nascosta, forse era più spaventata di me, forse…

Seguire la traccia e trovarsi a volte su percorsi sbagliati dovendo tornare indietro, ma sempre riuscendo ad attraversare luoghi incantevoli, ogni regione, città e paese offrono scorci unici srorie sconosciute e meravigliose che ricompensano le fatiche.

Quando termina un viaggio, la gioia di tornare a casa, tornare alla quotidianità, riabbracciare i tuoi figli, i tuoi cari è immensa, ma la malinconia del viaggio è anch’essa presente, forte come le emozioni vissute e nella mente iniziano a vorticare pensieri, quale sarà la prossima esperienza? Il prossimo viaggio?

Perché vedete, qualcuno può pensare che sia folle (ci sta), ma è quella sana follia che si chiama passione.

La passione, quella leva potente che ci spinge verso mete sconosciute e nuove avventure…

Ci innamoriamo dei nostri mezzi pesanti, del sudore che ricopre il volto, della fatica che morde le gambe quando la salita si fa interminabile, quando vorrebbero staccarsi dal corpo e prenderti a bastonate sulla schiena per la sofferenza imposta… ma è sempre lei, la Passione che ti fa ripartire per luoghi sconosciuti, per un’altra meta.

“La bicicletta, la libertà d’espressione, un punto di vista diverso, più lento, rispetto alla velocità di un mondo caotico, la compagna di viaggio ideale quella che ti consente di fermare le immagini e le storie prima negli occhi e poi nel cuore”.

Angelo Bloisi

giro dìItalia in 42 giorni 2021

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